Durant può ancora aspettare il titolo che "gli appartiene"?
Kevin Durant, uno dei marcatori più puri della storia della NBA, è anche la superstar più contraddittoria della lega. Ha vinto facilmente due titoli con i Warriors, ma non è mai riuscito a liberarsi dei dubbi del mondo esterno sul suo "viaggio gratuito". Dai Warriors ai Nets, e poi ai Suns, la carriera di Durant è piena di colpi di scena. Desidera vincere il suo titolo, ma la realtà lo delude ripetutamente.
Ha vinto due titoli e due volte MVP delle finali quando indossava la canotta Golden State Warriors, ma il mondo esterno non lo ha mai veramente riconosciuto. Ciò che la gente ricorda è Curry, il sistema di vittorie dei Warriors e la voce che diceva "Potevamo vincere il titolo prima che tu arrivassi". Quei due titoli sono sia onore che onere per Durant. Vuole dimostrare di poter guidare la squadra alla vittoria del titolo senza i Warriors.
Vuole dimostrare il suo valore e spera di poter portare personalmente una squadra al vertice. Così scelse di andarsene e unirsi ai Nets, facendo squadra con Irving e Harden, sperando di dare vita a una propria dinastia. Ma la realtà non è come previsto: infortuni, disaccordi e problemi dirigenziali continuano, e il sogno si infrange di nuovo. Si trasferì quindi ai Suns, una squadra che non aveva mai vinto un campionato. Desiderava scrivere la sua storia leggendaria con la maglia Phoenix Suns, ma non riuscirono nemmeno ad accedere ai playoff. La storia di Durant è come l'auto-redenzione di un genio. Ha un talento cestistico senza pari, ma non ha mai trovato un posto che gli permettesse di rimanere.










